Corso gratuito di francese per principianti!

In questo sito troverai tutto ciò di cui hai bisogno per cominciare ad imparare il francese!

- Spiegazioni di grammatica con relativi esercizi
- Vocabolario
- Pratiche di ascolto anche con dialoghi

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Imparare il francese da zero – giorno 4

È il momento della grammatica!

Ieri ho fatto delle ipotesi dopo aver ascoltato un testo per più volte. Le mie ipotesi erano sul funzionamento degli articoli determinativi e indeterminativi in francese.

Inizio la mia sessione di studio riascoltando il testo di ieri. Devo dire che lo ricordavo abbastanza bene, e che un ulteriore ascolto a mente fredda mi consente di avere qualche conferma in più sulle ipotesi fatte ieri.

Comunque: passo alla grammatica!

Sezione grammatica del menù a destra, articolo 101.

Inizia il testo, e sembra quasi una narrazione: la prima cosa che noto è che non trovo l’algida rigidità descrittiva delle grammatiche vecchio stile. No: questa spiegazione mi sta portando dentro il funzionamento della lingua, sebbene lo faccia in maniera piuttosto semplice, e niente affatto banale.

I riferimenti con l’italiano, la mia lingua, aiutano, eccome se aiutano, soprattutto me, che sono principiante. I puristi forse storceranno il naso, però una riflessione è importante: io ho un sistema linguistico di riferimento. Ce l’ho, lo uso, e lo conosco bene: è la mia lingua madre, l’italiano che parlo da quando sono nato e che studio da quando ho sei anni. Perché non sfruttarlo, per evidenziare le similitudini o le differenze tra le due lingue? Perché non riconoscere che già parliamo, che già abbiamo fatto una riflessione metalinguistica nella nostra vita?

La descrizione grammaticale conferma le mie ipotesi sul sistema degli articoli, sia determinativi, sia indeterminativi. Mi dice, ovviamente, qualcosa in più, e mi aiuta a notare un paio di elementi che non mi erano saltati all’occhio. Le spiegazioni sono corredate da esempi precisi e sono della giusta lunghezza: non mi annoiano, non mi danno troppe informazioni, però non cadono nemmeno nella iper-semplificazione di alcune grammatiche per stranieri, che trattano gli studenti come se non avessero gli strumenti per capire, per analizzare.

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Imparare il francese da zero – giorno 3

Giorno 3. Decido di iniziare dall’ascolto. Apro la pagina e noto subito che c’è la trascrizione: ottimo. Non la seguo, faccio un ascolto al buio.

Non c’è un titolo, dunque mi avvicino al mio primo ascolto col brivido del non sapere cosa andrò a sentire. Ascolto una prima volta: poco più di un minuto e mezzo in religioso silenzio. Ho in mano la penna, sotto gli occhi un foglio, ma non scrivo una parola: non so scrivere una parola!

Capisco qualcosa: credo si parli di una casa, forse di mobili.

Riascolto. Capisco qualcosa in più. Sicuramente sì, si parla di una casa. Di una camera, ecco, di una camera con i mobili dentro. Le frasi sono brevi e sono pronunciate lentamente. Capisco quasi la metà di ciò che sento e in testa mi figuro le immagini che sento.

Ho capito quello che si dice! E non ho letto il testo!

Ovviamente non ho compreso al 100%, però una buona percentuale di testo mi è chiara.

Questo ascolto è, come suggerisce il titolo, un focus sugli articoli. Bene: lo riascolto per la terza volta e mi concentro proprio sugli articoli.

Dal terzo ascolto intuisco che ci sono degli articoli determinativi e degli articoli indeterminativi, un po’ come in italiano. Mi pare pure di riuscire a cogliere una certa differenza nella pronuncia di due forme dell’indeterminativo, che immagino saranno maschile e femminile.

Credo di sentire anche un articolo indeterminativo plurale, quello che in italiano noi sostituiamo con il partitivo.

I determinativi mi sembrano simili all’italiano.

Ho delle ipotesi in testa. Anche abbastanza ordinate, devo dire.

Ascolto il testo per la quarta volta, però adesso mi aiuto con la trascrizione. Seguo sullo schermo quello che la voce dice: molte delle mie ipotesi mi sembrano corrette. Molte parole non le avevo proprio capite, ma vedendole scritte mi sembra così ovvio cosa stesse dicendo il testo… succede sempre così!

Seleziono tre o quattro parole che mi sembrano fondamentali e delle quali non conosco il significato: scelgo un dizionario online e le traduco, mi appunto i significati: adesso mi è tutto molto più chiaro. Perché solo poche parole? Perché se traducessi tutto il testo, non ricorderei niente. Scegliere qualche parola mi aiuta sia a selezionare i termini più importanti per la comprensione generale del testo, sia a essere più sicuro di riuscire a memorizzare qualcosa!
E sì, in effetti quello che avevo ipotizzato sugli articoli sembra corretto: determinativi e indeterminativi sembrano funzionare come avevo creduto di capire.

La grammatica mi aiuterà a verificare la correttezza delle mie ipotesi. Ma ci penserò domani: per oggi va bene così!

Imparare il francese da zero – giorno 2

Telefono silenzioso, birretta, quaderno per gli appunti: si comincia.

Provo a capire com’è fatto il sito.

Non c’è un percorso predefinito. Posso fare come credo sia più opportuno per me. E questo mi piace: il bello dell’autoapprendimento è che io decido come muovermi in base alle mie esigenze, in base ai miei ritmi, che solo io posso conoscere.

Noto un altro aspetto: sembra essere suggerito (non imposto!) un percorso da seguire. Il menu sulla destra dello schermo riporta diverse attività, che seguono tutte la stessa numerazione: il primo numero è il 101. Tema: gli articoli. C’è un’attività sugli articoli di grammatica, ci sono degli esercizi, e degli esercizi di ascolto. Ci sono poi dei dialoghi e una sezione di vocabolario, sempre numerati con il 101. Oggi seguirò questo codice e farò tutte le attività contrassegnate da quel numero.

Da dove inizio?

Di nuovo: noto una grande libertà: ciascuno di noi conosce il proprio metodo per studiare una lingua straniera. Chi si affida alla grammatica, poi fa un esercizio per vedere se ha capito quello che ha letto, poi ascolta o legge dei testi dove il fenomeno descritto dalla grammatica sia particolarmente frequente; chi fa esattamente il contrario, partendo da un testo dove un fenomeno linguistico occorra in più occasioni, provando a intuire il funzionamento di quel fenomeno e controllando, solo alla fine, se la grammatica descrittiva smentisce o conferma le sue opinioni.

Da un lato, insomma, c’è lo studente che deve capire prima di fare, deve conoscere la regola prima di applicarla o trovarla in un testo; d’altro tipo è invece lo studente che prima prova, poi capisce, che mette la grammatica come punto di arrivo, non come punto di partenza. Io appartengo a questa seconda specie: per me non importa capire subito: capisco dopo, ma prima o poi capisco!

Libertà, dicevo. Voglio iniziare dalla grammatica? Lo posso fare. Voglio iniziare dall’ascolto? Lo posso fare.

Libertà che, e questo mi sembra ottimo, non vuol dire anarchia: sono comunque guidato da una numerazione, dai codici che mi segnalano che quegli esercizi, quegli articoli sono legati tra loro, un po’ come fossero tante parti di una stessa unità didattica, perfettamente modulabile e ritagliabile sulle mie necessità, sui miei bisogni di apprendimento e sulla mia, e solo mia, specificità come studente.

(Continua al più presto. Intanto visita il sito nonparlofrancese.com)